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Superbonus 110%: «In queste condizioni è solo un cratere che ci porta al fallimento»

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Umbria – Il grido di allarme di Confapi Aniem di Perugia e Terni: «La situazione per le imprese è diventata insostenibile»

Sergio Vincioni e Diego Baiocco, presidenti rispettivamente di Confapi Aniem Terni e Confapi Aniem Perugia, lanciano l’ennesimo grido di allarme che arriva dal settore delle costruzioni, in particolare riguardo la cessione del credito legata agli interventi del Superbonus 110%.

«Rubinetti chiusi»

«Le banche già da tempo hanno chiuso i rubinetti – affermano – e nonostante ci sia la possibilità dal 1° maggio scorso di sbloccare la situazione, facendo fino a quattro cessioni del credito, nulla si è mosso. Anzi, in alcuni casi vengono messe in dubbio dalle stesse banche anche le cessioni già autorizzate. Le Poste non effettuano più lo sconto in fattura ormai da febbraio scorso e numerosi sono stati i disagi rilevati sia per il funzionamento del sito dell’Enea che per quello dell’Agenzia delle Entrate».

Criticità in serie

«Aggiungendo tutto questo ai problemi già noti – spiegano Vincioni e Baiocco – quali il costo delle materie prime che in alcuni casi è più che raddoppiato, il costo dell’energia, dei trasporti e il ritardo negli approvvigionamenti, diventa facile comprendere come moltissime imprese siano in forte difficoltà e migliaia di posti di lavoro siano a rischio. Il tutto nel silenzio più totale di chi dovrebbe acquistare crediti fiscali».

«Superbonus 110% è un cratere che ingoia tutto e tutti»

«Il Superbonus – osservano i due rappresentanti della Confapi Aniem – doveva essere una boccata di ossigeno per le piccole e medie imprese, in realtà ora è un cratere a cielo aperto che sta ingoiando il sistema delle costruzioni e tutti gli altri settori che ruotano intorno a quello edile. Se l’apertura di nuovi cantieri in questo quadro è impossibile, anche proseguire i lavori in quelli già avviati è diventato molto difficile vista la mancanza di liquidità delle aziende, con un’evidente ricaduta anche per la committenza che, qualora non riuscisse ad ultimare gli interventi, perderebbe anche l’incentivo ed è facile immaginare a quanti contenziosi si andrebbe incontro».

Il grido di allarme

Secondo Sergio Vincioni e Diego Baiocco, «la situazione che si è venuta a creare è estremamente grave, le continue modifiche alla normativa sulla cessione dei crediti, tra l’altro, anche con effetto retroattivo, hanno generato un circolo vizioso che sta portando, prima i tecnici e poi le imprese, sull’orlo del fallimento. Sono infatti molte le imprese con somme bloccate sul cassetto fiscale, mentre le banche stanno chiudendo e molte hanno già chiuso le piattaforme di cessione. Si parla di oltre 5 miliardi di crediti fermi in attesa di una risposta, che non arriva mai. Per il nostro comparto sono cifre spaventose che fanno capire il vortice in cui sta affogando il mondo dell’edilizia, vittima di un incentivo che ha generato ricchezza teorica, ma che in pratica sta mettendo in seria crisi imprese, fornitori e professionisti alla disperata ricerca di soggetti che possano acquistare crediti. La situazione è diventata insostenibile. Il governo Draghi deve intervenire per risolvere questo problema, perché è evidente quanto una sua presa di posizione possa incidere sugli sviluppi di questa situazione e su tutto il sistema».

La mobilitazione di Confapi

«Nei prossimi giorni – concludono – insieme alle altre associazioni di categoria che auspichiamo vorranno unirsi a noi, chiederemo un incontro alle istituzioni e ai parlamentari umbri per chiedere il loro sostegno e l’individuazione di proposte da portare nelle sedi competenti. Le nostre istanze non possono più aspettare, a rischio c’è la tenuta del sistema delle imprese che così rischia di collassare».

 

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